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Leonardi Leonardo

Leonardo Leonardi, figlio di Carlo - l’indomito Garibaldino – nacque a Fano il 16 dicembre  1879.  Dopo gli studi entrava come soldato semplice nel Regio Esercito ( 1902 ) in luogo del fratello Leandro, il quale grazie ad una legge che lo consentiva, veniva pertanto esentato da obblighi militari.
Quando, dopo qualche anno, anche il fratello minore Libero lo seguiva sulla stessa via, Leonardo aveva già completato il corso Allievi Ufficiali e con il grado di Sottotenente stava assolvendo il servizio di prima nomina in Fanteria.   Nel 1911, Tenente, ricopriva incarichi anche ad Ancona e prima che il vicino Conflitto Mondiale lo vedesse totalmente coinvolto, sposatosi nel 1913 con Matilde Massarini, diveniva felicemente padre di una bimba, Elisa e poi di un maschio, Alberto che diverrà abile aviatore e perderà la vita nella battaglia di Mezzogiugno del 1942.
Destinato quasi  ininterrottamente alle prime linee, il suo fermo carattere, l’egregia preparazione professionale, le non comuni doti di comando esercitate con oculato senso di responsabilità gli consentivano di affrontare e superare – assieme ai suoi uomini – i sacrifici, i pericoli, le privazioni, patiti durante l’interminabile periodo della guerra di posizione trascorso in trincee inospitali, scavate tra le cime innevate dell’Adamello, esposti ai rigori dell’inverno, non meno temibili del preciso fuoco nemico. Passo della Lobbia Alta a quota-3045 ; Cresta Croce ( metri 3276 !) per scendere, fra il ’17 e il ’18, nella zona del Monte Grappa e degli Altipiani.   Erano questi i luoghi che scandivano il suo ruolino di combattente, adempiendo ai doveri del grado sempre in modo esemplare e coscienzioso, come verrà riconosciuto nell’Encomio Solenne successivamente conferitogli.
Già promosso Capitano nel 1917, lasciava definitivamente il servizio alla fine del conflitto per dedicarsi alla famiglia, riunendosi all’amata  consorte cui non aveva mancato di inviare affettuosi pensieri in rima, concedendosi fugaci pause lungo l’aspro procedere della guerra…

"O fior che sfidi degli alti dossi / tutti i rigori che il verno dà / porta i saluti caldi e commossi / a chi nel cuore sempre mi sta!"

…Così, “Leonardo a Matilde”, da Asiago, nel Marzo del ’17.   Gesti che ingentilivano la profonda…”corrispondenza di amorosi sensi”  tra i coniugi ; a testimonianza di elette consuetudini, proprie di quella stagione : "lontana” non soltanto per lo scorrere del tempo.
Seguivano gli anni della vita civile, in Pesaro, dignitosa quanto priva di esteriorità, tutta dedicata ai doveri familiari e all’impegnativa professione quale scrupoloso e valente amministratore di numerose estese proprietà terriere. Nel 1920, momenti lieti li donava la nascita di un secondo maschio, Luigi che crescendo avrebbe mostrato vivo interesse per il lavoro del padre seguendolo assiduamente nelle frequenti ispezioni alle tenute a lui affidate.
I suoi noti trascorsi di valoroso Ufficiale e combattente, otre a farlo oggetto di rispettosa considerazione, lo vedevano eletto alla Presidenza dell’Associazione cittadina di “tiro a segno”, carica ricoperta dal 1920 al 1930 circa, mentre non rare e gradite erano le visite dell’ex attendente Crocioni, fedele e affettuoso nel voler rinnovare con la genuinità dei semplici, i sinceri sentimenti di stima maturati nei duri anni della prova.
Il Capitano e probo amministratore Leonardo Leonardi, moriva prematuramente a causa di grave malattia a Roma  il 2 Ottobre del 1935, mentre nelle piazze d'Italia Mussolini annunciava la dichiarazione di guerra all'Etiopia.

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