Home page  |  Il Progetto  |  contattaci
Introduzione
 
- Prefazioni
- Il progetto
- Storia delle Medaglie
- Chi siamo
- Dedicato a ...
 
Il libro dei decorati
Storie di Decorati
Le famiglie dei decorati
Ricerca avanzata
Le decorazioni



 
 
> ... / Dedicato a ... / Storie di Decorati  
Stampa/Print
Barbadoro Leonida

Leonida Barbadoro, figlio di Antonio e Teresa Guidi nacque a San Lorenzo in Campo il 20 Agosto 1916 dimostrando fin da bambino sorprendenti doti di intelligenza e vivacità ; doni che contribuirono ad arricchirne il carattere portandolo a divenire un esemplare uomo del “fare”. Fare tutto e bene – con impegno, altruismo e soprattutto con rare capacità di equilibrio – sia quando chiamato ad affrontare il nemico in guerra, o quando dedito alle più diverse iniziative per il progresso della propria comunità paesana. E nel considerare i risultati conseguiti, par giusto di lui ricordare con eguali sentimenti di riconoscenza il valore del soldato e la nobiltà del cittadino.
Diciottenne è attratto dalla vita militare, si arruola volontario nel Regio Esercito ed è, soldato semplice in forza al 2° Reggimento Artiglieria “Metauro” di stanza a Pesaro, con il quale – nell’autunno del 1935 – partecipa ad un ciclo di “manovre” in Tripolitania.
Dopo il rimpatrio viene trasferito (1936) all’8° Reggimento Artiglieria di Corpo d’Armata ma la notizia che il Governo italiano ha deciso di intervenire militarmente nel conflitto “civile” spagnolo, chiede ed ottiene di partire volontario per quella destinazione oltremare, aggregato – con il grado di Sergente - ad una Compagnia “Carri d’assalto”.        Dal Dicembre 1936 - senza soluzione di continuità – Barbadoro è in prima linea e partecipa alle più importanti battaglie che segnano la storia di quella aspra Campagna : Malaga, Guadalajara, Bilbao, Santander1937, 1938, 1939.    Fatti d’arme che fanno risaltare anche le sue virtù di combattente, perché, scontro dopo scontro, ottiene anche i dovuti riconoscimenti ufficiali.
Medaglia di Bronzo al V.M. per aver contribuito, il 9 Marzo ’37,  alla distruzione di  alcuni “carri cannone” protagonista di una ardimentosa e solitaria iniziativa lungo la strada per Guadalajara.    Divenuto capo-carro, benché ferito, lotta da par suo presso Quatro Caminos e riesce a respingere una pericolosa infiltrazione nemica.   E’ il 21 Agosto dl 1938 : comportamento premiato con la Medaglia d’Argento.   Sempre con mansioni di capo-carro e pilota, compie una nuova azione personale ad Hostabrich nel Febbraio del ’39 ricompensata con la Croce di Guerra al V.M..

Tornato vittorioso in Patria con il petto fregiato d’azzurro, nel 1940 è…”ammesso alla carriera continuativa”  nei ranghi dell’ 11° Reggimento Artiglieria “Ravenna”.    Sergente Maggiore, “mobilitato” all’entrata dell’Italia nella II Guerra Mondiale, per averlo di nuovo in azione – fronte Greco-Albanese dal Febbraio al Giugno 1941 – torna fante-carrista con il 31° Reggimento della Divisione “Siena”, Reparto che rimane nei Balcani anche dopo la conclusione delle operazioni.     Destinazione il Montenegro, dove occorre contrastare i pericolosi agguati della guerriglia e dove il 7 Dicembre 1941, a Cerovik,  l’indomito spirito combattivo di Leonida lo vede protagonista di un cruento contrassalto concluso obbligando alla fuga le forze “ribelli”. Ennesima impresa per la quale gli viene conferita una nuova Medaglia di Bronzo al V.M. appuntatagli personalmente dal Generale Pirzio Biroli nel corso di una cerimonia svoltasi a Cettigne nel Maggio del ’42. Riceverà poi anche tre Croci al Merito di Guerra. 
Effettuati spostamenti ad Antivari e in altre località, approfittando di lunghi periodi di meritata licenza, Barbadoro completa gli studi presso l’Istituto Magistrale di Urbino e consegue il diploma all’inizio del 1943.   Un passaggio importante, pensato e voluto guardando ad un futuro di pace purtroppo ancora lontano.
Dopo il rientro al Reparto, il Sergente Maggiore – neo maestro – si trova a dover affrontare, nell’immediato, le drammatiche conseguenze dell’Armistizio.      I momenti dello sgomento e dell’incertezza circa il da farsi sono assai brevi perché già il 9 Settembre egli è uno dei tanti militari italiani, caduti in mano agli ex alleati tedeschi.     Nella migliore delle ipotesi, la destinazione ad uno dei tanti “lager”, in Germania, è una prospettiva che la ferma volontà di Leonida non può accettare e meno di un mese dopo tenta la fuga. Riuscendovi.  Il passaggio dalla condizione di prigioniero a quella di evaso, forse braccato, significa libertà ma, in quei luoghi ed in quella situazione, vuol dire anche sbandamento.  Decide di  aggregarsi alle forze partigiane Jugoslave che da tempo operano nel settore.
Inquadrato nel II Battaglione con mansioni di autista, il nostro partecipa a numerose azioni di guerriglia contro le forze armate germaniche : quella stessa guerriglia  che, con valore, ha contrastato – da “nemico” – sino a due mesi avanti. 

Al termine del conflitto, munito di lasciapassare rilasciato dal comando Jugoslavo della Brigata di appartenenza, ritorna in Patria senza dover patire altre traversie.
Presentatosi al Distretto Militare di Pesaro per le formalità legate al congedo nel Giugno 1945, è finalmente a San Lorenzo, tra la sua gente, potendo narrare con sofferto orgoglio la sua singolare vicenda di Soldato : carrista, Legionario, combattente, prigioniero, partigiano e, di nuovo, libero cittadino.
E’ una esistenza che si rinnova e che – come si è accennato – Leonida prende a condurre, ora al sevizio di “quella” gente, per promuoverne il benessere e migliorarne le condizioni di vita, con la baldanza, la generosità, l’intraprendenza e il piglio del militare.
Stimato ed amato Maestro elementare, per ben quarant’anni è instancabile nell’istruire ed educare generazioni di piccoli cittadini. A lungo corrispondente del quotidiano “Il Resto del Carlino”.   Solerte direttore-segretario del Patronato Scolastico.    Fondatore e per anni anche Presidente della “Pro Loco”.    Attivo membro della Associazione Nazionale del Nastro Azzurro nonché presidente e animatore della locale Sezione “Combattenti e Reduci”, sempre ed entusiasticamente presente nel partecipare e organizzare manifestazioni in onore dei Caduti di tutte le guerre.  
Dal 1986, nominato Grand’Ufficiale al merito della Repubblica Italiana.
Tanto fervore di iniziative viene improvvisamente troncato da una grave malattia. Ricoverato all’ospedale di Senigallia, è amorevolmente assistito dall’adorata consorte ma la pur forte fibra, cede il 2 Dicembre del 1988.   Ad interpretare il profondo e generale rimpianto che lascia la sua scomparsa, così lo ricorda e ne scrive un “collega” giornalista, con felice capacità di sintesi… ”uomo irripetibile nel suo stile di cittadino profondamente legato ai valori fondamentali e custode dei migliori sentimenti di amor di Patria “.

Stampa/Print
 
 Home page  |   Il Progetto  |   contattaci

PORTALE delle MEMORIE dei combattenti decorati al Valor Militare della Provincia di Pesaro e Urbino. 

Tutto il materiale contenuto in questo Portale è soggetto a diritti di proprietà ; può essere stampato solo per uso privato e  può essere utilizzato e riprodotto per altri scopi, solo previa autorizzazione dell'Istituto del Nastro Azzurro, Federazione Provinciale di Pesaro e Urbino. 

 

Continuando la navigazione si accetta che possano essere usati cookie per migliorare
l'esperienza di navigazione e a scopo statistico. Informativa completa