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Frattini Alberto

Nato a Fano il 16 Agosto 1922, FRATTINI  Alberto, appena diciottenne, affrontava i primi mesi del 2° Conflitto Mondiale quale pilota in forza alla Regia Aeronautica.  Tuttavia, la notizia che il "giovane" corpo dei Paracadutisti si andava rapidamente potenziando, chiedeva di frequentare il corso ADRA, a Tarquinia, concludendolo nel Novembre 1941 dopo aver effettuato sei lanci. 
Transitato - a domanda - nel Regio Esercito, dal Marzo 1942 era assegnato al 187° Reggimento Paracadutisti della Divisione "Folgore" ( 26^ Compagnia - 9° Battaglione ) con il quale proseguiva una intensa fase addestrativi compiendo altri sei lanci nella prospettiva di un probabile impiego nell'ambito della "Operazione C-3" : attacco e conquista dell'isola di Malta.

Invece, diverse scelte strategiche, vedevano la Divisione destinata al fronte terrestre dell'Africa Settentrionale e colà aviotrasportata nel Luglio 1942 con voli Lecce-Tobruch "via" Tatoi-Pireo.  
Sempre con il 9° Battaglione, Frattini veniva subito inviato in prima linea prendendo parte attiva alle molte azioni e battaglie che hanno visto i reparti della "Folgore" comportarsi con grande valore ed estrema determinazione :
- pronta occupazione della "terra di nessuno" caratterizzata da audaci colpi di mano e cattura di prigionieri con ricco bottino di mezzi, armi e materiali ;
- battaglia di Alam Halfa (30.8) ;
- vittoriosi scontri notturni (3-4.9) a Dier el Angar e Dier Alinda, che gli procuravano la ricompensa al Valor Militare ;
- ancora, cruenti combattimenti presso Deir el Munassib (30.9).

L'inesauribile e generoso contributo del Paracadutista Alberto Frattini rifulgeva nel corso della storica e decisiva battaglia di El Alamein, dal 23 Ottobre al 1° Novembre 1942 allorquando egli prendeva parte ad ogni fase dei combattimenti soprattutto quelli più aspri a quota 105.  
Il 1° Novembre una scheggia di granata lo colpiva ad un ginocchio per cui - sopportando un avventuroso viaggio in retrovia - veniva ricoverato all'ospedale da campo di Derna.  
Dimesso dopo le prime cure, era di nuovo operativo con un Battaglione Paracadutisti di formazione incaricato di "proteggere" il ripiegamento generale.   Ciò significava sostenere continui combattimenti con le avanguardie britanniche avanzanti da El Agheila a Tripoli, fino al fronte tunisino.   Durante gli accesi combattimenti presso Takruna era di nuovo ferito ed avviato all'ospedale 158 di Tunisi ove, l' 8 Maggio 1943, cadeva in mano alle truppe inglesi.  
Prigioniero di guerra in Algeria, Frattini viveva una triennale odissea passando di campo in campo, compresi quelli definiti "di punizione" per scontare un mal riuscito tentativo di evasione.  

Rimpatriato nel 1946, rinverdiva l'antica passione per il paracadutismo aderendo all'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia e compiendo numerosi lanci sia d'esercitazione che di esibizione in numerose località d'Italia.  

Alberto Frattini è deceduto nella natia Fano il 26 Aprile 2003.

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